L'economia

Le favorevoli condizioni ambientali hanno da sempre permesso un intenso sfruttamento agricolo, sia nel fondovalle, ricco di acqua, che nella fascia collinare soprattutto alla sinistra idrografica, ampia e soleggiata, mentre sull'altro versante prevale la copertura boschiva. La vite è diffusa in particolare nei comuni di Città di Castello e di Umbertide, dove è alternata all'olivo, in generale meno esteso; nella zona collinare prevalgono le forme policolturali che, assieme allo sfruttamento dei boschi e dei castagneti sulle montagne, ora spopolate, costituivano in passato una voce significativa dell'economia tradizionale. Fondamentale importanza ha sempre rivestito lo sfruttamento dei fertili suoli della piana irrigua, nei quali si pratica la coltivazione del tabacco. Introdotta a Sansepolcro nel 1575, fu fonte di ricchezza per il territorio franco di Cospaia, al confine tra gli Stati pontificio e mediceo verso i quali non aveva alcun obbligo fiscale. Quando nel 1826 Cospaia passò sotto il controllo della Chiesa, la remunerativa coltivazione si estese in tutta l'area (oggi si concentra soprattutto nel Tifernate) divenendo la base del sistema agricolo valtiberino ed elemento caratterizzante del paesaggio agrario. Monumentali testimonianze della tabacchicoltura artigianale sono i grandi essiccatoi a fuoco indiretto, ormai per lo più allo stato di abbandono ma ben riconoscibili per i numerosi comignoli divenuti presenza tipica nelle campagne.