Città di Castello

Adagiata nella campagna coltivata tra poggi alberati e casolari, entro il perimetro murato cinquecentesco lambito dal fiume, con torri e chiese pacatamente emergenti nel paesaggio.

Il gusto misurato del bello pare la peculiarità di Città di Castello, che nelle tipologie e nella regolarità delle ampie maglie del tessuto edilizio mostra gli esiti del fondamentale intervento architettonico-urbanistico promosso dalla signoria dei Vitelli: la qualificazione cinquecentesca impronta l'edilizia minore e quella monumentale, che conferiscono carattere particolare all'ambiente urbano inserendosi con vigore nei lacerti medievali.

Tra Quattrocento e Cinquecento importante crocevia delle arti, aperto alle molteplici influenze toscane, marchigiane, romane, il centro tifernate conserva un'alta tradizione culturale, nutrita dagli apporti di artisti quali Luca Signorelli, Raffaello (che vi dipinse quattro tra i suoi capolavori), il Vasari, il Rosso Fiorentino, fino al contemporaneo Alberto Burri che ha donato alla città un'eccezionale collezione delle sue opere.

Il culto delle arti si proietta, tra l'altro, nella persistenza di produzioni artigianali che utilizzano gli antichi sistemi di lavorazione, prime fra tutte la tessitura e la tipografia.